
Questa serie fotografica di Charles Brooks è probabilmente una delle più condivise del 2022 e ci immerge negli affascinanti ingranaggi degli strumenti musicali.
Questo ex violoncellista ha suonato per vent’anni con le più grandi orchestre del mondo prima di convertirsi alla fotografia nel 2016. « Architecture in Music » ci invita a contemplare questi spazi invisibili a cui nessuno può accedere, tranne gli esperti che li realizzano e i tecnici che li riparano.


Il fotografo neozelandese esplora i loro meccanismi interni utilizzando obiettivi sonda. Un insieme di centinaia di foto scattate e utilizzate in un processo di sovrapposizione che trasforma questi piccoli spazi in veri e propri universi infiniti.
Le sue immagini composite ci raccontano quindi le storie di questi strumenti a fiato, a percussione e a corda in un gioco di luci e ombre: un flauto assume le sembianze di un tunnel labirintico e fantascientifico; un contrabbasso diventa una sala da concerto; un didgeridoo, scavato dalle termiti, si trasforma in una grotta; un violoncello di 240 anni sembra il macchinario di un transatlantico. Oppure un pianoforte a coda Fazioli, “fatto a mano da 11.000 singole parti”, che ricorda un sistema elettronico, mentre altre prospettive rimandano a corridoi infiniti. Non c’è da stupirsi che questa serie sia diventata una delle più popolari di quest’anno.

Nuova Zelanda
https://www.charlesbrooks.info/
Crediti : @Charles Brooks
Nathalie Dassa




