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BASTIAAN WOODT, MAESTRO DEL DETTAGLIO, DELLE FORME E DELLA LUCE

Il fotografo olandese affascina con le sue composizioni monocromatiche minimaliste, eleganti e vaporose che flirtano con l’astrazione e il surrealismo.

Bastiaan Woudt ha fatto una grande svolta nel mondo dell’arte e della fotografia in soli dieci anni. Senza una formazione formale, questo 35enne originario dei Paesi Bassi ha imparato sul campo e ha scelto la sperimentazione, come un ritorno alle fonti dei fotografi d’avanguardia, nutrendosi di libri, mostre e fiere d’arte. Di conseguenza, le sue immagini non hanno mancato di catturare l’attenzione. È stato nominato Nuovo talento fotografico olandese nel 2015, ha esposto in tutto il mondo, ha vinto numerosi premi e ha immediatamente conquistato prestigiosi galleristi. Come la Fahey/Klein Gallery di Los Angeles, a cui si è recentemente unito per rappresentarlo esclusivamente sulla costa occidentale degli Stati Uniti e da cui risulterà una prima mostra personale nel febbraio 2023. Bastiaan Woudt ha uno stile visivo riconoscibile. I ritratti emozionali, i paesaggi mistici nel continente africano, la spedizione sulle montagne del Nepal e i nudi immersi in una messa a fuoco morbida catturano e trascendono questo “minimalismo monocromatico”.

Bastiaan Woudt

Reinterpretare la tradizione

L’artista crede che il colore distragga solo l’attenzione dello spettatore. La sua padronanza del bianco e nero presta particolare attenzione ai dettagli, giocando con forme, consistenze, luci e ombre. La sua firma artigianale trasuda una poesia di toni e contrasti che ci invita a “vedere solo l’essenza dei suoi soggetti”. Bastiaan Woudt trae ispirazione dal surrealismo e dalla fotografia cinematografica degli anni ’50-’60-’70, sfruttando le molteplici possibilità delle tecniche moderne. Si trovano anche influenze di Irving Penn e Richard Avedon, che lui stesso richiama. Ha inoltre svolto commissioni editoriali per Vogue British, Harper’s Bazaar, New York Magazine, Numéro, l’Officiel. Il suo lavoro e la sua intuizione guidano così costantemente il suo immaginario. “Le sue immagini digitali sono radicate nello studio delle pratiche fotografiche tradizionali del XX secolo”, sottolinea la galleria Fahey/Klein. “Questa ricerca per esplorare e sviluppare l’immaginario classico lo ha portato su un percorso di continua scoperta, sfociando in una bellezza fotografica che sorprende e rafforza la tradizione”. 

Bastiaan Woudt

http://www.faheykleingallery.com/ 

https://www.bastiaanwoudt.com/

Nathalie Dassa

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