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MIMESIS, DESIGN VIVO

Quali sono le novità nella biofabbricazione e nella ricreazione della vita attraverso il design digitale? Dagli oggetti iconici del biomorfismo modernista o pop alla ricerca più innovativa, il Centre Pompidou-Metz presenta, attraverso 400 opere di 90 creatori, un emozionante panorama della biomimetica nel design, dall’ispirazione formale (come le forme organiche negli anni ’30) alla creazione di nuovi materiali (fabbricati, artificialmente, da organismi viventi).

Un’esplorazione al tempo stesso storica e prospettica di Marie-Ange Brayer, curatrice, responsabile del design e delle prospettive industriali presso il Museo Nazionale d’Arte Moderna-Centro per la Creazione Industriale (Centre Pompidou), assistita da Olivier Zeitoun.

© Pierre Paulin
© Joris Laarman

Con la loro affascinante Grotta generata da algoritmi di suddivisione e stampa 3D di sabbia silicea e vernice, Michael Hansmeyer e Benjamin Dillenburger hanno mostrato nel 2017 una nuova forma di “naturalezza” mutante.

Allo stesso modo Ross Lovegrove, del 2012, con la sua Corolised Chair frutto di algoritmi generativi, la cui ricchezza ornamentale, non più rappresentativa ma generativa, che evoca la proliferazione dei coralli, incorpora il processo dinamico di trasformazione delle forme alla maniera degli organismi viventi.

Implicando un superamento del concetto di forma, le opere dell’artista e designer giapponese Tokujin Yoshioka, realizzate dai naturali processi di crescita del cristallo, aggregano anche la casualità al manufatto. Creata nel 2008, la sua Chrystalized chair resta l’emblema di questo nuovo rapporto con il tempo integrato dal biodesign.

© Tokujin Yoshioika
© Neri Oxman

Dovremmo anche citare il Bone Chair Prototype progettato nel 2006 con gli scienziati dal designer Joris Laarman utilizzando algoritmi che simulano i processi naturali della crescita delle ossa! Un design dalle linee pulite che fa venire i brividi lungo la schiena!

Un’altra creazione storica: la Mycelium Chair sviluppata nel 2019 dallo studio Klarenbeek e Dros. Derivata dalla stampa 3D del micelio di funghi, questa sedia organico-digitale potrebbe rivoluzionare il mercato offrendo un’ottima alternativa alla plastica.

Si tratta di migliaia di bozzoli di bachi da seta, verniciati con uno strato di resina naturale, che Marlène Huissoud ha utilizzato per creare il suo Cocoon cabinet (2018), rivendicando una lavorazione lenta legata a processi naturali.

© ADAGP
© Ross Lovegrove

Lontano dal biomorfismo originale che ha ispirato i maestri del “design organico” (Alvar Aalto, Charlotte Perriand, Charles & Ray Eames, Pierre Paulin… e consorte) con una linea piena di curve e flessibilità, nell’era digitale, la natura ha così lasciato il posto alla nozione più ricca e complessa del vivente. Alghe invasive riciclate, forme in divenire…, tra l’inerte e l’animato, è emersa una nuova natura “artificiale”.

Al Centre Pompidou-Metz

Mostra fino al 6 febbraio

www.centrepompidou-metz.fr

E ANCHE

Mostra A Chair and You

Al Mudac (museo cantonale di design e arti applicate contemporanee) a Losanna-

Fino al 26 febbraio

Svizzera

www.mudac.ch

Stéphanie Dulout