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PARIS + BY ART BASEL / PERCORSI 

È in un paesaggio al contempo “familiare e nuovo”, per usare le parole di Clément Delépine, co-fondatore del fuori-fiera itinerante molto underground Paris internationale, direttore propulsivo di Paris +, che abbiamo censito i 156 stand del nuovo rampollo di Art Basel innestato al posto della mitica FIAC. Forte della fondazione e dell’aura di quella che è considerata la più importante fiera mondiale dell’arte moderna e contemporanea, Paris + di Art Basel, lungi dal mostrare segni di debolezza, ha portato un nuovo vento nella piazza di Parigi attirando gallerie internazionali che non erano mai venute prima. Tra queste forze vive del mercato dell’arte, i grandi nomi ma anche le gallerie più modeste, ci siamo lasciati commuovere dallo sguardo. E se il nostro sguardo si è fermato davanti alle opere di Anne Imhof (alla galleria Buchholz), Giulia Andreani (Max Hetzler) o Ben Sledsens (Tim Van Laere Gallery), già incontrati, rispettivamente, a Venezia, Lione e Anversa 1, ecco quelli che abbiamo scelto di mostrarvi:

  1. Anne Imhof: Biennale di Venezia 2017 e Palais de Tokyo, estate 2021 (vedere Acumen #…) ; Giulia Andreamin : Biennale di Lione (vedere Acumen #27) ; Ben Sledsens : (solo show presso la Tim Van Laere Gallerylo scorso settembre ad Anversa).

Parigi
Nathanaëlle Herbelin & Anne-Charlotte Finel / Galerie Jousse Entreprise

Immagini in sospeso, sospese all’alba o al crepuscolo, quando tutto vacilla, luce e oscurità, forme e pensieri… scaturiti dai sogni o dall’insonnia, dalle fantasticherie o dalla malinconia…; immagini a metà, non luoghi… Immerse in uno strano silenzio, insieme rassicurante e inquietante, e in colori torbidi, tenui ma quasi evanescenti, le opere presentate da Noam Alon, curatore e critico d’arte, nello stand della galleria Jousse ci hanno colpito per il loro aspetto nebuloso e spettrale. I dipinti intimi di Nathanaëlle Héberlin, sebbene immersi in un’apparente tranquillità, mettono in dubbio la calma piatta di queste scene di vita quotidiana. Allo stesso modo, l’immobilità artificiale delle riprese da un video girato all’alba sulla pista di atterraggio di un aeroporto da Anne-Charlotte Finel mette in dubbio la verità dell’immagine: fluttuiamo tra cielo e terra, in una zona liminale con contorni sfocati e vaporosi (accentuati dalla stampa su carta fresson) che evocano un sogno consapevole…

Nathanaëlle Herbelin & Anne-Charlotte Finel

www.jousse-entreprise.com

Vienna
Waqas Khan / Galerie Krinzinger 

Attraverso un disegno lento e meticoloso consistente nell’applicazione di milioni di minuscoli punti o pennellate di inchiostro su tela o carta, nella tradizione della miniatura persiana Mughal, Wagas Khan cerca, da parte sua, di provocare una “connessione emotiva e spirituale con l’osservatore”, “un dialogo tra spettatore e opera”: “Si tratta di assimilare l’esterno all’interno e lasciare che l’immagine esterna entri in te”, spiega l’artista pachistano considerando la sua arte come un’apertura alla coscienza del tempo, un traccia lasciata nel nostro “spazio esistenziale”…

©galeriekrinzinger/waqas-khan

www.krinzinger.au

Seoul
Kibong Rhee / Kukje Gallery 

È anche il disturbo dell’immagine e della percezione che interpreta l’artista coreano che abbiamo scoperto nello stand della galleria Kukje: cercando di mostrare, non come rappresentazione ma come astrazione, non come un’evocazione ma come una simulazione attiva, un sperimentazione dell’interiorizzazione dello sguardo e della meditazione, dell’impermanenza delle cose, della mutevolezza delle forme e della nostra percezione, del loro scorrere e delle loro continue metamorfosi, Kibong Rhee ha sviluppato una tecnica di pittura acrilica su Plexiglas trasparente a strati sovrapposti su tela donando ai suoi paesaggi un’impressione di latenza, di fluttuazioni tra due stati, tra apparizione e scomparsa. Alberi affogati nella nebbia, Ombres…: paesaggi onirici, evanescenti, fluttuanti, costituiscono uno spazio introspettivo e meditativo che ci conduce ai confini del visibile e dell’invisibile.

Kibong Rhee

www.kukjegallery

Parigi
Daniel Turner / Galerie Allen 

Evanescenza, ancora e ancora con Daniel Turner visto allo stand della galleria Allen e alla mostra di Cyprien Gaillard al Palais de Tokyo (a cui dedicheremo un articolo nel prossimo numero)1 mentre una mostra personale è dedicata alla Kunsthalle Basel 2: risultante dalla combustione di lavelli e altri mobili in acciaio o elettrodomestici, la polvere d’acciaio che l’artista concettuale deposita sulle pareti o su tele precedentemente rivestite, attraverso la sua evanescenza, restituisce l’immagine del nostro stesso decadimento. Nelle loro forme minimaliste, atmosferiche e volatili (e quindi destinate a scomparire), questi effimeri wall-paintings sono veri e propri memento mori, mentre le tele “brunite” con questa polvere d’acciaio, impregnate di questa polvere di vita, ci confronta con la nostra futura dissoluzione.

  1. Humpty / Dumpty, una mostra di Cyprien Gaillard in due parti, presentata fino all’8 gennaio presso il Palais de Tokyo e presso Lafayette Anticipations, nella quale Daniel Turner è stato invitato ad intervenire.
  2. Daniel Turner, works from Three Sites, Kunsthalle Basel, fino all’8 gennaio

© Daniel Turner – Galerie Allenjpg

www.galerieallen.com
www.kunsthallebasel.ch

Francoforte
Atiéna R. Kilfa (foto manichino nero) / Neue Alte Brücke 

Facendo scorrere lacrime su un falso volto – il volto di un manichino da vetrina che riproduce quello della prima top model nera degli anni ’70 – Atiéna Kilfa mescola anche l’interno e l’esterno ma per confonderli e seminare confusione tra il vivo (il liquido lacrimale che scorre da veri occhi bagnati) e l’artefatto (il viso liscio e inerte del manichino in resina plastica). Giocando doppiamente sulla duplicità dell’immagine trattandosi di una fotografia di grande formato (stampata su alluminio) che accentua ulteriormente con la sua piattezza l’effetto di estraneità e distanziamento, queste Tears in Rain la dicono lunga sul virtuosismo e l’inventiva del giovane artista a cui il Kunst Werke/Istituto d’Arte contemporanea di Berlino dedica una mostra personale fino al 15 gennaio che sarà poi presentata al Camden Arts Centre di Londra. Un artista da seguire da vicino….

www.neuealtebruecke.com
www.kw-berlin.de
www.camdenartcentre.org 

 Stéphanie Dulout

GALERIE JOSEPH PARIS

116 rue de Turenne, 75003 Paris

Phone : +33 (0)1 42 71 20 22

Fax : +33 (0)1 42 71 00 11

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