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Barbara Kruger, i mali nell’immagine

L’artista concettuale americana, rinomata per i suoi fotomontaggi testuali, continua a interrogare brillantemente gli stereotipi sociali, i dettami della bellezza e il consumismo della società.

Gli anni passano, i tempi segnano la storia e le opere di Barbara Kruger restano sempre attuali. Anche se la carica critica di questa artista femminista postmoderna ha influenzato l’arte della fine del XX secolo, il suo sguardo continua a suonare le campane a martello, unendo passato e presente per un futuro che sembra fossilizzato in cliché patriarcali. La Sprüth Magers Gallery di Los Angeles presenta opere recenti ed emblematiche di Barbara Kruger, legate a diversi eventi: la sua installazione a pavimento alla Neue Nationalgalerie di Berlino, quella per la 59a Biennale di Venezia e la mostra “Thinking of You. I Mean Me. I Mean You” al Los Angeles County Museum of Art. Come sempre con questa pioniera, l’arte su larga scala domina lo spazio. Il trittico Never, Perfect, Enough approfondisce gli ideali impossibili di perfezione delle donne dove bigodini e forcine brandiscono le sue parole incisive. Anche se i suoi fotomontaggi si limitano spesso al rosso, nero, bianco, qui sceglie il codice colore rosso, verde, blu (RVB).

MAI, ABBASTANZA, PERFETTA

Quindi è ancora di questo che si tratta. Dai bigodini alle ingiunzioni, l’artista 77enne sottolinea il significato di questa disperata ricerca estetica, spingendo al contempo il suo pensiero. Attraverso questa modella sorridente, presa di profilo e di spalle su un grande formato, fa riferimento agli schemi della frenologia, una teoria pseudoscientifica del XIX secolo secondo la quale la forma del cranio umano dovrebbe riflettere il carattere e le capacità mentali. Barbara Kruger afferma ancora una volta questo desiderio maschile di “dividere, categorizzare e controllare”, mentre associa la sua analisi agli imperativi della “bellezza e dei suoi regimi punitivi”. La galleria completa la visita con una serie di collage di quando ha officiato come direttrice artistica della rivista Mademoiselle, e opere iconiche come Your gaze hits the side of my face e Your body is a battleground. Questo grande pannello mostra così come questa leader interroga incessantemente lo spettatore sulle strutture del potere, la manipolazione e la massificazione delle pratiche culturali contemporanee.

Fino al 16 luglio 2022 presso la galleria Sprüth Magers, Los Angeles

https://spruethmagers.com/

Natalia Dassa

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