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REALISMO FOTOGRAFICO

IN VISTA

Dagli antichi trompe-l’œil ai dipinti trap di Daniel Spoerri, gli artisti non hanno mai smesso di voler dare l’illusione della verità o di riprodurre pezzi di realtà con meticolosa cura. Dopo tutti i realismi – antico e neo-antico, naturalista, verista… – c’è stato, per tutto il Novecento (il secolo dell’astrazione…), la Nuova Oggettività (negli anni ’20), il Nuovo Realismo (negli anni ’50), la Nuova Figurazione, o Figurazione Narrativa (negli anni ’60 e ’70)… Dopo la grande tabula rasa del minimalismo e dell’arte concettuale, sembra che si abbia assistito alla nascita di un “Nuovo Nuovo Realismo”, in concomitanza con la rinascita della pittura e del disegno: sono innumerevoli gli artisti in fiere e gallerie che dipingono o disegnano da foto, anche su proiezione fotografica (su tela), se non su stampa fotografica. Anche se i più virtuosi – gli artisti “veri”? – che dipingono ancora da modelli (che si tratti di un albero, di un nudo, di un paesaggio o di una natura morta), sono rari e non è facile distinguersi dalla massa dei neocopisti… E non ci verrebbe in mente di puntargli un dito contro quando sappiamo che lo stesso Vermeer, e molti altri grandi maestri, hanno usato dispositivi ottici simili, come la camera oscura, per “tracciare” la realtà…

Molti di questi nuovi dipinti conquistano e hanno effetto (l’occhio ne viene attratto per la loro somiglianza con la banalità della nostra quotidianità spesso confusa con la modernità, ci piacciono per la loro verità, la loro semplicità e la loro apparente istantaneità…), ma come andare oltre la mera riproduzione ed elevarsi al rango di opera, cioè di composizione? Pur utilizzando l’immagine proiettata dalla camera oscura, i grandi maestri operavano una selezione, riformulata, prevedevano sfocature sullo sfondo per rompere la fissità dell’immagine e per produrre, dalla profusione e dalla meticolosità dei dettagli dispiegati in primo piano, un effetto di primo piano…

Lungi dall’attaccarsi alla riproduzione di un’immagine fotografica o di un pezzo di realtà, è proprio questo lavoro di ricomposizione realizzato da Tim Eitel (nato nel 1971 in Germania), che utilizza la doppia facoltà di realismo e astrazione della pittura per “creare analogie con la realtà, costruendo mondi paralleli fittizi” da incontri e situazioni vissute, spazi visti o percorsi e oggetti fotografati. Lungi da ogni narrazione, la fissità dei personaggi cristallizzati nelle loro pose, la morbidezza sospetta della luce e dei colori che annientano lo spazio e la temporalità, e poche altre anomalie, la dicono lunga sull’interiorità di queste comparse malinconiche.

È anche in una temporalità e in spazi fittizi che Léopold Rabus (nato nel 1977 in Svizzera) vuole immergerci nei suoi dipinti pieni di animali, piante, oggetti e dettagli spesso banali e ripugnanti (lumache, residui organici…) dipinti con la precisione di un entomologo. Attaccato all’iperrealismo trash di Under Realism – un movimento figurativo nato nel 2012 grazie a un rifiuto del Tutto-concettuale, sostenendo la ricerca dell’ “impatto visivo” – Rabus, sotto una ricercatezza manierata, cesella la linea per provocare emozioni forti, anche se significa scavalcare il realismo fino ad arrivare al grottesco, mentre si prova un piacere malizioso nel confondere i due…

È anche attraverso un’antinomia – tra il realismo quasi fotografico del disegno e la teatralità dell’inquadratura – che Guillaume Bresson (diplomato alle Beaux-Arts di Parigi nel 2007), tiene a distanza la realtà nei suoi dipinti che sembrano dietro porte chiuse raffiguranti la violenza urbana e sociale contemporanea. Nei suoi ritratti di amici, François Bard, dal canto suo, contrasta l’iperrealismo facendo apparire sulla superficie della tela gocce di vernice e altri schizzi, tradendo l’arte della finzione…

Erba, corteccia, scorci di cielo, di mare o di terreno pietroso… È attraverso l’inquadratura stretta, spesso accentuata dalla monumentalità del formato, che Youcef Korichi (nato nel 1974 in Algeria), nei suoi trompe-l’ œil virtuosi, opera questa distanza con la realtà, tra l’immagine e il suo doppio. Prodigiosi simulacri frutto di un lungo e meticoloso lavoro, i suoi quadri dipinti dall’aspetto fotorealistico catturano l’attenzione, ci intrappolano, prima di destare sospetti e di farci vacillare nella vertigine degli spazi infiniti (dipinti all over) e della sproporzione.

Dhewadi Hadjab (nato nel 1992 in Algeria e da poco uscito dalle Beaux-Arts di Parigi) spinge ulteriormente questa distorsione della realtà rompendo l’iperrealismo delle sue catture fotografiche con l’intrusione di stranezze e la proliferazione del decorativo. Nelle sue scene di interni, i suoi tappeti e grandi sezioni di carta da parati strappata costituiscono dei veri e propri “pezzi di pittura”, mentre l’incongruenza delle messe in scena di corpi capovolti, accasciati, piegati, arcuati… – tra le altre posizioni contro la natura – evoca di più le coreografie convulse di balli urbani che pose da salone…

Usando il mezzo fotografico per “rubare” una struttura narrativa e alcune istantanee della realtà, Hadjab ci conduce ai margini della realtà e fa emergere una realtà fittizia. In linea con il “realismo magico” (definito nel 1925, dal critico d’arte tedesco Franz Roh, come l’irruzione dell’irrazionale negli ambienti realistici) sembra essere nato un nuovo realismo che potremmo qualificare come “realismo dirompente”.

Tim Eitel è rappresentato da Jousse entreprise a Parigi, Eigen+Art a Berlino e Leipzig e la Pace Gallery (Londra)  – www.jousseentreprise.com

Léopold Rabus e Youcef Korichi, dalla galleria Suzanne Tarasiève –www.suzannetarasiève.com

Guillaume Bresson, dalla galleria Obadia – www.galerieobadia.com

Dhewadi Hadjab, dalla galleria Kamel Mennour – www.kamelmennour.com

François Bard e Anaïs Prouzet, dalla galleria Olivier Waltman – www.galerieolivierwaltman

Nina Mae Fowler dalla galleria Suzanne Tarasiève a Parigi e dalla Cob Gallery a Londra – www.cobgallery

Mostra Contre temps – Anaïs Prouzet in duo con Yann Bagot fino al 9 luglio alla Galerie Olivier Waltman 74, rue Mazarine, Parigi VI

Mostra personale Guillaume Bresson presentata dalla Galleria Obadia al The Armory Show dal 9 all’11 settembre a New York

Mostra personale Arnaud Adami all’Espace Richaud di Versailles – 78, bd de la Reine, 78000 Versailles – dal 30 settembre al 20 novembre.

www.versailles.fr/culture/etablissements/espace-richaud/

Stefania Dulout

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