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MUSEO DELLA PITTURA E DELLA SCULTURA DI ISTANBUL

Di EMRE AROLAT

Un’ex fabbrica del gas e magazzini trasformati in spazi espositivi, ben quattro musei in costruzione nel nuovo quartiere di Tersane schierati, in riva al mare, intorno all’ex arsenale riabilitato dal famoso architetto di Istanbul Murat Tabanlioglu, un ex porto mercantile trasformato in un porto turistico e una nuova passeggiata lungo il Bosforo fino alla foce del Corno d’Oro e il Mar di Marmara… Istanbul è in piena trasformazione.

Al centro di questo cambiamento, i vecchi quartieri popolari lontani dagli splendori ottomani del centro storico, un tempo trascurato, dove oggi fioriscono gli spazi dell’arte contemporanea: Beyoglu e Dolapdere, sul versante europeo della megalopoli, Moda in Kadiköy, il “villaggio” trendy sulla sponda asiatica… Ben due grandi musei sono stati creati a Karaköy, sulle rive del Bosforo, nel quartiere portuale ridisegnato e restituito agli escursionisti chiamato Galaport: il nuovo Istanbul Modern museum di Renzo Piano, su il lungomare e, a poche centinaia di metri, il nuovo Museo della Pittura e della Scultura di Istanbul di Emre Arolat.

In attesa dell’attesa apertura del primo, abbiamo potuto esplorare gli imponenti volumi cubici dell’ex magazzino trasformato in museo da Emre Arolat, l’altro grande nome dell’architettura turca contemporanea (ben 80 premi in quindici anni, tra cui il prestigioso Aga Khan Award for Architecture nel 2010 e il Mies van der Rohe Prize nel 2015 per la sua fantastica Moschea Sancaklar).

Per questo cantore della traccia (a cui ha dedicato un saggio, Le Parfum de la trace1), le opere di architettura sono palinsesti che incorporano al loro interno gli strati del passato, presente e futuro, e devono assorbire l’anima e la vocazione di un luogo, e di tutto ciò che lo circonda per trovare il proprio posto e la propria forma… È per non cancellare questa “memoria urbana” che, durante la riconversione del vecchio edificio, l’architetto ha voluto preservarne il cemento armato struttura. Svuotandolo di ogni suo rivestimento (muri e pietre), per riempirlo di “contenitori” – grandi blocchi aggettanti che punteggiano la facciata di “straripamenti” cubici –, ne decuplica la presenza e cerca di sfruttare tutte le risorse formali e scenografiche di questo “cancello”: elemento costruttivo fondamentale dell’architettura turca, la “carcassa” è qui posta in primo piano. Spinto da questi cassoni sporgenti che brillano nell’oscurità, appare persino al calar della notte come uno dei cuori pulsanti della megalopoli. Un’interessante inversione, tra tradizione e sovversione…

1. The Scent of the Trace, EAA-Emre Arolat Architecture, Edizioni ORO, 2020

https://www.galataport.com

Museo di pittura e scultura di Istanbul, Kılıçali Paşa, Meclis-i Mebusan Cd. No: 2, 34425 Beyoğlu/İstanbul, Turchia

Stefania Dulout

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