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Febbraio conferma che l'inverno è una delle stagioni più stimolanti per un mostra fotografica a ParigiTra rivisitazioni storiche, omaggi recenti e approcci profondamente politici, la capitale afferma la potenza del mezzo fotografico e la diversità di prospettive che plasmano la nostra comprensione del mondo contemporaneo.

Ayana V. Jackson — La seguirei per terra e per mare, Galleria Mariane Ibrahim

Nella galleria di Mariane Ibrahim, Ayana V. Jackson presenta un corpus di opere profondamente influenzato dalla storia e dalla memoria. Nata nel 1977, l'artista americana crea una serie di autoritratti performativi in ​​cui incarna figure femminili nere cancellate o emarginate dalle narrazioni dominanti. Tra queste, Sarah Forbes Bonetta, ridotta in schiavitù nel XIX secolo prima di diventare una protetta della regina Vittoria.

La mostra presenta in particolare opere della serie Dal profondoPresentata per la prima volta al National Museum of African Art di Washington, D.C., l'opera di Jackson è più di un semplice gesto estetico; afferma una posizione politica: il suo lavoro è stato recentemente citato dall'amministrazione americana tra le opere considerate "problematiche". Fotografia, installazione e video immersivi costituiscono una pratica poliedrica in cui l'immagine diventa uno strumento di resistenza e di riappropriazione della memoria.

Martin Parr — Avvertimento globale, Jeu de Paume

La morte di Martin Parr, avvenuta il 6 dicembre 2025, conferisce alla mostra una risonanza particolare. Riscaldamento globale presentata al Jeu de Paume. Questa retrospettiva si presenta come una lettura testamentaria di oltre cinquant'anni di uno sguardo ironico e lucido sulla banalità del mondo globalizzato.

Parr si è concentrato sulle spiagge sovraffollate, sui centri commerciali, sul turismo di massa e sulle attività ricreative più popolari. Con L'ultimo resort (1983-1985), ha creato un'estetica satura e diretta che ha trasformato in modo permanente la fotografia documentaria. Senza moralismi, ha rivelato le tensioni sociali, culturali e ambientali insite nelle nostre azioni quotidiane. Oggi, il suo lavoro viene reinterpretato alla luce del cambiamento climatico e dell'Antropocene.

Tania Mouraud — Sognando di essere una farfalla, Galleria Ceysson & Bénétière

Recentemente ammessa all'Accademia di Belle Arti, Tania Mouraud presenta una mostra dedicata alla sua pratica fotografica. A 83 anni, l'artista prosegue un percorso radicale iniziato nel 1968, quando bruciò tutte le sue tele in un seminale autodafé.

La sua serie Vetrine ou Immagini fabbricate dimostrano un corpus di opere che oscilla tra realtà e finzione. Con Sognare di essere una farfallaCi ricorda che ogni immagine costituisce uno spazio di metamorfosi. La mostra svela un'opera in cui la percezione si offusca e lo sguardo si fa materia.

Dana Lixenberg — Immagini americane, Casa europea della fotografia

Con Immagini americaneIl MEP dedica la più grande retrospettiva a Dana Lixenberg. Fin dai primi anni Novanta, l'artista olandese ha sviluppato un'osservazione sensibile e sfumata della società americana.

La sua serie iconica Corti imperialiLa mostra, dedicata alla comunità Watts di Los Angeles, dialoga con i suoi ritratti di icone culturali come Tupac Shakur e Biggie Smalls. Utilizzando una macchina fotografica di grande formato, Lixenberg privilegia il tempo prolungato e il coinvolgimento ravvicinato con i suoi soggetti. La mostra riunisce lavori editoriali, progetti personali, Polaroid e un'installazione video, offrendo una profonda esplorazione dell'America contemporanea.

Henri Cartier-Bresson — Gli europei, Fondazione Henri Cartier-Bresson

La Fondazione Henri Cartier-Bresson presenta europei, in occasione della riedizione del libro pubblicato nel 1955. Nel contesto della Guerra Fredda e della costruzione dell'Europa, Cartier-Bresson ha viaggiato attraverso il continente per creare un ritratto dei popoli e delle loro caratteristiche uniche.

La mostra riunisce alcune delle immagini chiave del libro, la cui copertina originale fu disegnata da Joan Miró, e mette in luce il rigore del "momento decisivo" e l'attenzione ai gesti quotidiani che hanno plasmato la storia della fotografia moderna.

Henri Cartier-Bresson, Les Halles, Parigi, Francia, 1952 © Fondazione Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Galerie Joseph — Un programma fotografico nel cuore del Marais

In questo paesaggio particolarmente ricco, Galleria Giuseppe Afferma inoltre il suo ruolo di primo piano nella vitalità culturale parigina. Situata nel cuore del Marais, la galleria sviluppa una programmazione attenta alla scrittura contemporanea e agli artisti che interrogano le trasformazioni sociali, estetiche e commemorative del nostro tempo.

In dialogo con ogni mostra fotografica parigina che caratterizza la stagione invernale, la Galerie Joseph promuove una fotografia vibrante, sperimentale e socialmente impegnata. Il suo approccio curatoriale privilegia prospettive uniche e forme ibride, contribuendo attivamente alla vivacità artistica della capitale.

Parigi, capitale dello sguardo contemporaneo

Febbraio 2026 conferma quindi che ogni mostra fotografica a Parigi diventa uno spazio di riflessione sulle nostre società, i nostri ricordi e le nostre trasformazioni culturali. In un contesto in cui le immagini plasmano la nostra comprensione del mondo, questa mostra fotografica variegata e partecipata a Parigi ci ricorda quanto la fotografia rimanga essenziale come strumento per comprendere il presente e preservare le narrazioni collettive. Parigi, capitale dello sguardo contemporaneo

ImageNation presso il Galleria Joseph, 5 rue Saint Merri