Secondo lungometraggio della regista greca Sofia Exarchou, Animal traccia un ritratto quasi documentaristico di un gruppo di artisti in un villaggio turistico.
È estate in un resort all-inclusive su un'isola greca. Nel backstage dell'hotel, gli artisti provano: ogni sera vengono offerti spettacoli di danza di vario genere ai turisti. Animal racconta la vita quotidiana di queste artiste, spesso donne, arrivate sull'isola giovanissime, dalla Grecia o da altrove, dalla Polonia o dalla Russia, inizialmente solo per un lavoro estivo. E poi restano, a volte anche per anni, come Kalia, bloccata con la figlia in questa estate infinita, a ballare gli stessi spettacoli intercambiabili per un pubblico distratto.
Né profondamente drammatico né tragico, Animal è Showgirls senza glamour, il ritratto di una colonia di ballerine precarie interpretate da una veterana un po' nervosa, ma che non rovina mai i suoi spettacoli e sorride sempre, come ha imparato a fare così bene. Interpretata dall'attrice greca Dimitra Vlagopoulou, premiata al Festival di Locarno per questo ruolo – e che sta anche intraprendendo una carriera come ballerina contemporanea – Kalia ha solo trent'anni, ma ha già superato l'età del rimpianto, del pensare che avrebbe potuto condurre una vita diversa. La regista Sofia Exarchou non si abbandona a facili malinconie. Senza fantasticare sulle immagini di un'estate in Grecia, senza esagerare né la bellezza delle scene né la tristezza delle situazioni, senza essere infelice, la regista cattura una realtà alla maniera di un documentario. L'estate continua e ogni giorno ha il suo dolore.



Animale di Sofia Exarchou, nelle sale dal 17 gennaio 2024
youtube.com/watch?v=YMibDZ1TM80
Francia - Parigi





