Parigi, Francia

© Per gentile concessione della Galerie Maubert
Riferendosi alla tecnica di filtraggio della luce utilizzata nel cinema per ottenere un'atmosfera notturna nelle scene girate in pieno giorno, il titolo della nuova mostra che la Galleria Maubert dedica a Nicolas Delprat ci immerge immediatamente nell'atmosfera molto cinematografica di quest'opera pittorica incentrata sulla luce.

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Un personaggio cinematografico attraverso riferimenti e influenze (David Lynch, Brian De Palma…), ma anche tecniche e messe in scena (formati, inquadrature, sequenze, uso del fuori campo…). Nessun personaggio, però, in questi dipinti neri attraversati dalla luce, perché ciò che viene messo in scena non è altro che la luce. “Salire nella luce sul nero” è così che l'artista descrive il suo modo di dipingere: partendo sempre dal nero, riesce, attraverso successive coperture del fondo, in finissimi strati di pittura (blu, bianco, rosa…) diluiti, a creare una superficie luminescente.

© Per gentile concessione della Galerie Maubert
«Trasforma la sua superficie in un'estensione vibratoria, composta da continui scambi tra i suoi vari strati. La superficie è una zona di affioramento dove comunica ciò che accade dal fondo del dipinto e ciò che sembra accadere dall'esterno e proiettarsi lì, come su uno schermo», spiega Marguerite Pilven, curatrice della mostra.

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SUPERFICIE LUMINOSA
Talvolta riprodotto in chiave illusionistica, talvolta presente in chiave allegorica, lo schermo è al centro del lavoro di Nicolas Delprat. Proiezione cieca in 16 mm dove, non riflettendo alcuna immagine, diventa un quadrato blu su sfondo nero, alla maniera dei più iconici monocromi della storia dell'arte. Nella serie intitolata James, in memoria della "contaminazione luminosa" di un'opera del grande scultore della luce James Turrell, esso è una superficie luminosa. Nella serie Zone, una griglia dipinta controluce, capace di suscitare tutte le estrapolazioni dello spettatore "prigioniero", invitato a dare libero sfogo alla propria immaginazione…

© Per gentile concessione della Galerie Maubert
Giocando con il mistero e la suspense dell'immagine fissa – la cui potenza fittizia viene decuplicata frammentandola come tanti “schermi divisi” o sequenze di inquadrature – Delprat gioca anche con la sua ambivalenza (al confine tra campo cinematografico e campo pittorico, tra reale e fittizio, tra realtà e astrazione…), attraverso dispositivi pittorici in cui “lo spettatore è intrappolato in una soglia, uno spazio tra due che richiede un incrocio di sguardi”.
Così, in Coming Soon, l'artista che ci pone di fronte a una tenda blu (dai dipinti rinascimentali al Velluto Blu di David Lynch, i riferimenti abbondano), ci invita a essere voyeur di una scena immaginaria (della scena nascosta dietro la tenda), ma anche a essere veggenti, a immergerci nel mistero stesso della pittura incarnato qui da questo pannello di velluto blu, un "capolavoro pittorico" virtuoso.

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STÉPHANIE DULOUT
GALLERIA MAUBERT
20, RUE SAINT-GILLES, PARIGI III
GALERIEMAUBERT.COM
DAL 6 APRILE AL 20 MAGGIO




