Forme elementari
Nadezda Nikolova (nata nel 1978 in Serbia) è un'artista croato-bulgaro-americana che vive a Oakland, in California. Ha studiato i processi di stampa fototrofica (cattura dell'energia luminosa) del XIX secolo presso l'Università del Kentucky e il George Eastman Museum. Dopo aver appreso le antiche tecniche fotografiche, così apprezzate e riutilizzate oggi, produce fotogrammi su lastre al collodio umido (chiamate ferrotipi). Paesaggi immaginari creati in camera oscura in tempi brevissimi, prima che la superficie sensibile si asciughi, utilizzando pennelli e maschere di carta. Al confine tra fotografia e disegno, questa pratica, che combina il processo fotografico con il gesto pittorico, disturba la nostra percezione dell'immagine, che sembra galleggiare tra due acque o ristagnare in uno spazio latente.

Disegnando flussi ondulati di neri saturi o cinerei, bianchi immacolati o punteggiati, le lastre assemblate per creare grandi composizioni scompongono le Forme Elementari dei paesaggi (per usare il titolo della sua serie Elemental Forms) in sequenze, come per fermare o "rendere tangibile il tempo" e per demoltiplicare o riarticolare lo spazio.
Nei suoi paesaggi sintetici e materici, si ricordano i grandi pavimenti desertici di Georgia O'Keeffe. Come la leggendaria figura del modernismo americano, è infatti la forza tellurica e l'"impronta energetica", ma anche il "mistero" delle "forme geologiche" animate dalla luce, che la fotografa, laureata in scienze ambientali, ha cercato di trasmettere in questa serie, iniziata nel 2018. Una sorta di esperienza fisica, di interiorizzazione del paesaggio, di "immanenza" della terra, che ha condotto l'artista a una crescente astrazione. Così, il suo Landscape Rearticulated (iniziato nel 2019), che decostruisce il paesaggio in astratte formazioni geologico-organiche. E così, con le sue ultime cascate di onde desincronizzate, intitolate Immanent Forms, ci invita a reinventare la nostra percezione del paesaggio.

NADEZDA NIKOLOVA: Forme Elementali
Galleria Esther Woerdehoff
36, rue Falguière, Parigi XIV
Fino al 25 marzo
Stéphanie Dulout





