"Tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne sono solo attori."
A questo famoso verso di William Shakespeare 1Potremmo essere tentati di aggiungere una domanda esistenziale con cui molti filosofi e artisti si sono confrontati: chi siamo al di là del ruolo che assumiamo e al di là della nostra apparenza? Quale parte di verità contiene l'illusione? Chi si nasconde dietro la maschera?

Una questione la cui complessità si rivela nell'etimologia della parola "persona", personaggio, che in latino significa "maschera", e avrà determinato la strana assimilazione dell'accessorio (la maschera) a chi lo indossava (sapendo che gli attori del teatro antico recitavano mascherati). Una derivazione inquietante illustrata dalla mostra inaugurale del nuovo spazio della Galerie des Filles du Calvaire, il cui titolo, che fa esplicito riferimento a questa etimologia a doppio senso, evoca inevitabilmente l'omonimo film di Ingmar Bergman e la sua esplorazione dei temi della sepoltura e dello sdoppiamento.

Sembra anche, stranamente, illustrare l'osservazione fatta da Victor Hugo intorno al 1830. 2 : “Il teatro non è la terra della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di stracci, diamanti di vetro, oro scintillante […]. È la terra della verità: ci sono cuori umani dietro le quinte, […] cuori umani sul palco.”

Li sentiamo, li sentiamo battere qui, questi cuori umani sotto le maschere. Come i costumi di paillettes delle feste in maschera fotografati da Charles Fréger e i ricami di paillettes di Frances Goodman, troppo appariscenti per non rivelare o accennare al volto nascosto della realtà... Come la maschera tronca in PVC del Legno massello Kenny Dunkan è slogato. O qualcosa del genere metamorfosi di Jérémie Cosimi, che usa un pennello per trasformare corpi avvolti in tute "seconda pelle" in statue spettrali.

Altrettanto virtuosistica è la pennellata di Katinka Lampe, che riesce a trasmettere la sensazione della pelle nascosta sotto veli di pizzo o capelli, così come il tratto di matita di Thomas Lévy-Lasne, che dà vita ai volti visti attraverso una webcam (Cyrielle Apprendimento a distanza(carboncino su carta, 2022).

Ancora più inquietante è il video di Juul Kraijer, che prende in prestito il titolo da una poesia di Rainer Maria Rilke, Wenn du der Träumer bist, bin ich dein Traum ("Quando sei il sognatore, io sono il tuo sogno"): con una bellezza botticelliana senza tempo, il volto impassibile di una giovane rossa che si staglia su uno sfondo nero funge da maschera mentre gli occhi e la bocca prendono vita, aprendosi e chiudendosi per inghiottire e sputare fuori bombi in un loop... Una mise en abyme di sogno e trompe-l'oeil che spinge il ritratto contemporaneo ai suoi limiti estremi fino a diventare un'"esplorazione intima della vita".

- Come vorresti, 1599
- Mucchio di pietre III
PERSONA, mostra inaugurale – Galerie Les Filles du Calvaire
Fino a 1er Aprile
21, rue Chapon, Parigi 3e (nuovo spazio)
Francia
Stéphanie Dulout





