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Studi contrapposti

Il corpo – troncato, truccato o rappresentato –, lo spazio – opprimente, accecante o alienante – e il suono – sconcertante e disquietante –: ecco i tre materiali plastici fondamentali del teatro della crudeltà e dell'assurdo elaborati, atraverso il video, la performance, la fotografia o la scultura, per quasi sessant'anni, dal precursore della Body art (nato nel 1941 in Indiana) onorato alla Punta della Dogana. Combinando vecchi pezzi (Cammina con Contrapposto, cuneo acustico) e la storia recente (attirando il modello interattivo, in particolare), la mostra a Palazzo Grassi offre una visione completa della dimensione drammatica di questo lavoro sperimentale che mette nel corpo tutta l'opera (compreso quello del visitatore) per mostrare alle persone che con essa sono presenti e ne vengono dimostrate le ossessioni. Corpo preso in a morsa, corpo costretto, corpo disarticolato… Ecco l'uomo/burattino ridotto alla sua espresso e più tragica: quella della ripetizione e della dislocazione.

Palazzo Grassi, Punta della Dogana, Venezia – www.palazzo.grassi.it 

Fino al 27 novembre

Stefania Dulout